- Maggio 6, 2026
Decreto 1mo Maggio
Le novità in materia di lavoro
DECRETO PRIMO MAGGIO | LE NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO
Si comunica che il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, all’interno della Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 Aprile 2026, il nuovo Decreto-legge 30 Aprile 2026 n. 62 (c.d. “Decreto Primo Maggio”), con disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale.
Il provvedimento interviene per rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani e donne e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.
In attesa che vengano diffuse le consuete circolari operative utili alla concreta possibilità di applicare tali novità di seguito si riporta una prima sintesi di quanto introdotto.
- NUOVE AGEVOLAZIONI PER L’OCCUPAZIONE
Al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte, il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione:
- Bonus Donne 2026: consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;
- Bonus Giovani 2026: esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni, con limite elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi. In aggiunta a tale bonus è previsto anche un’agevolazione, che prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi, anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° Gennaio e il 30 Aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° Agosto e il 31 Dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;
- Bonus ZES (Sud Italia) 2026: per i datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, consistente in un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
Condizione di accesso ai nuovi esoneri e possibilità di revoca
Per tutte le misure sopra indicate l’accesso al beneficio è subordinato al rispetto del “salario giusto” come definito dal medesimo decreto.
Sul versante della tutela occupazionale ogni misura contiene una clausola di revoca e recupero: in particolare, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato, o di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, se effettuato nei sei mesi successivi all’assunzione o alla trasformazione incentivata, determina la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme già fruite.
Compatibilità dei nuovi esoneri
Quanto alla compatibilità con altri istituti, il decreto chiarisce che gli esoneri in esame sono incompatibili con qualsiasi altra riduzione o esonero contributivo previsto dalla normativa vigente, ma sono pienamente cumulabili, senza penalizzazioni, con la maggiorazione del costo del lavoro deducibile per le nuove assunzioni dalla Legge 30 Dicembre 2024, n. 207.
- DISCIPLINA DEI RINNOVI CONTRATTUALI E ADEGUAMENTO AUTOMATICO ALL’IPCA NEL CASO DI MANCATO RINNOVO ENTRO 12 MESI DALLA SCADENZA
Viene previsto che devono essere le Parti Sociali a disciplinare, in sede di rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).
- TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO E TESORERIA INPS, POSSIBILITÀ DI TRASFERIRE A PREVIDENZA COMPLEMENTARE MATURAZIONI GENNAIO-GIUGNO 2026
Per i lavoratori per i quali viene operato il trasferimento del TFR accantonato presso il datore di lavoro al Fondo di Tesoreria INPS in virtù di quanto introdotto dalla recente Legge di Bilancio 2026 si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo Gennaio-Giugno 2026.
- NUOVO SGRAVIO PER I DATORI DI LAVORO CON CERTIFICAZIONE “UNI/PDR 192:2026 CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO”
Viene introdotto un inedito sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.
- NUOVE REGOLE IN MATERIA DI “SALARIO GIUSTO” IN FAVORE DEI LAVORATORI E PER CONTRASTARE IL DUMPING CONTRATTUALE
Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma introduce una clausola di equivalenza verso il basso per cui i contratti collettivi non stipulati da organizzazioni comparativamente più rappresentative non possono prevedere trattamenti economici inferiori a quelli del CCNL di riferimento del settore. Analogamente, nei settori non coperti da contrattazione, il livello retributivo non può essere inferiore a quello del contratto collettivo nazionale il cui ambito di applicazione risulti maggiormente connesso all’attività concretamente svolta.
La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.
- CONTRASTO AL CAPORALATO DIGITALE E TUTELE TECNOLOGICHE
Il provvedimento introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso:
- la verifica dell’identità digitale del lavoratore. Si tratta di una misura volta a impedire il fenomeno della cessione o del “noleggio” degli account che alimenta forme di caporalato, consentendo l’accesso alle piattaforme esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza;
- il diritto alla trasparenza algoritmica, che impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.
- Si anticipa che lo Studio fornirà ulteriori approfondimenti non appena verranno rilasciati i necessari chiarimenti e LE istruzioni operative da parte degli Istituti preposti.
Lo Studio rimane, come di consueto, a disposizione per ogni eventuale necessità di approfondimento in merito.
Al fine di ricevere tutte le ultime novità in materia di lavoro lo Studio invita a consultare le informative periodiche inviate attraverso email, il canale YouTube del gruppo per rivedere i recenti eventi organizzati nonché a seguire la pagina LinkedIn per ricevere gli ultimi aggiornamenti in tempo reale.
Studio Frisoni e Bisceglie